Poeti del Novecento

Istituto di studi italiani

Data: 28.11.2022 / 18:15 - 19:30

Campus Ovest USI - Auditorium

Laura Quadri

«Nero terragno» e «algore degli astri», la poesia di Gilberto Isella 

Tra le tematiche che ricorrono più spesso nella poesia di Gilberto Isella troviamo l’indicibilità del divino, il protrarsi di una discordia cosmica, la percezione di una ‘creazione interrotta’ e, conseguentemente il tema della caduta e dell’abbandono dell’uomo e del mondo, a loro volta corrispondenti, da un punto di vista formale, ad una sperimentazione espressiva
– una «follia speculativa» o un «tradimento creativo della parola», come è stato scritto – che spazia da modulazioni tragiche a registri dichiaratamente comico-grotteschi. Polifonia di elementi simili che attende una lettura sistematica. Nella poesia Spazio aporetico, contenuta nell’ultima raccolta poetica, Criptocorsie, 2021, è il poeta a prendere la parola,
per descrivere in modo sottile il senso complessivo di un percorso, iniziato a 46 anni con la prima raccolta, Vigilie incustodite (1989) e proseguito, per citare le raccolte maggiori, con Apoteca (1996), Nominare il caos (2001), Corridoio polare (2006), Taglio di mondo (2007), Mappe in controluce (2011), Variabili spessori (2011), Preludio e corrente per Antoni (2012), Caro aberrante fiore (2013), Mobilune (2015), Liturgia minore (2015), L’occhio piegato (2015), Arepo (2018) e Catene smarrite (2020).

Per ulteriori informazioni: Cicli e incontri dell'Istituto di studi italiani.