Senso del tatto, senso del mondo

Servizio comunicazione istituzionale

I docenti dell'ISI offrono in rete brevi conversazioni su temi che ci consentiranno non solo di compiere affascinanti viaggi nel mondo della letteratura, dell'arte e della storia, ma anche di trasformare in occasione di riflessione il particolare momento che stiamo vivendo. Stefano Prandi, direttore dell'Istituto, propone qui una conversazione dal titolo “Senso del tatto, senso del mondo”.

Forse mai come in un momento come questo, di solitudine e isolamento, comprendiamo il valore dell'incontro con l'altro, non attraverso lo schermo di un cellulare o di un computer, ma di persona, stringendo una mano, o dando un abbraccio. La breve conversazione che segue si pone come una riflessione sui significati che, nella letteratura e nell'arte, ha assunto il senso del tatto, quello che è stato, per secoli, considerato il meno "nobile" perché lontano dalla dimensione speculativa. La scienza oggi ci dice che non è così, e che anche attraverso il tatto passa la consapevolezza di noi stessi e la nostra conoscenza del mondo.

Eppure tutto questo era già stato compreso sin dall'antichità, che racconta storie nelle quali il tatto consente la rivelazione di qualcosa di più alto e vasto. Rifacendosi a tre opere molto lontane tra loro, l'Odissea di Omero, la creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella Sistina e 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, questa conversazione cercherà di mostrare quelle che sembrano le tre fondamentali funzioni attraverso cui la letteratura e l'arte hanno rappresentato il carattere, per così dire, "transitivo" del tatto, quello che è in grado di aprirci a realtà più grandi della nostra finitezza: riconoscimento, creazione e metamorfosi.

 

Senso del tatto, senso del mondo